Garattini: solo l’Aifa può bloccare la pillola abortiva

Il farmacologo – E’ polemica per le prese di posizione dei neo-governatori leghisti Cota e Zaia sulla Ru486. E intanto è già guerra di regole e cavilli.

A parer mio una Regione non può bloccare la commercializzazione della pillola abortiva a meno che non venga revocata l’autorizzazione dall’Aifa”. Così Silvio Garattini, farmacologo di Bergamo ed ex componente dell’Agenzia italiana del farmaco. Certo, “bisogna vedere se leggi regionali, visto che le regioni hanno statuti diversi, invece lo permettano”. Però “una volta ricevuto il via libera dall’Aifa – spiega Garattini – l’azienda ha diritto di mettere in commercio un farmaco. Poi la competenza in materia sanitaria è delle Regioni che possono stabilire le modalità in cui questo avvenga”. Se dovesse esserci un blocco, in ogni caso, “è l’industria che deve reagire perchè è un suo diritto commercializzarla. A meno che non accetti l’eventuale proposta di una Regione”
I dubbi, le polemiche is sono scatenati in s eguito a quello che è stato il primo passo formale della Lega alla guida delle regioni. Luca Zaia e Roberto Cota, neo eletti governatori di Veneto e Piemonte, hanno annunciato la decisa intenzione di bloccare l’uso della pillola abortiva Ru486, a giorni disponibile negli ospedali italiani.
Immediata la replica del Partito democratico, per bocca del segretario Pier Luigi Bersani: “Faremo comprendere a questi nuovi presidenti che non gli è stata messa in testa un corona da imperatore”.
Ad avviare le danze è stato Zaia: “Studieremo tutti modi per non far arrivare la pillola abortiva Ru486 negli ospedali veneti. Siamo nettamente contrari a questo strumento, banalizza una procedura così delicata come l’aborto, lascia sole le donne e deresponsabilizza i più giovani”. Una posizione poi sposata da Cota, che già prima aveva chiarito il suo no alla pillola abortiva. “Sulla pillola Ru486 la mia posizione è sempre stata chiara: essendo a favore della vita farò di tutto per contrastarne l’impiego”, ha detto il governatore del Piemonte. “È ovvio che rispetterò la legge, non posso fare diversamente”, ha aggiunto, ma “chiedo ai direttori generali di bloccare l’impiego della Ru486 attendendo la mia entrata in carica, perchè ritengo necessario attendere l’emanazione di linee guida precise da parte del ministero della Salute. A quanti parlano a vanvera vorrei far notare che, a prescindere dalle valutazioni di principio, seppur dal mio punto di vista molto importanti, sotto il profilo medico si tratta di una pratica potenzialmente molto pericolosa per la donna”.
I camion non sono ancora partiti, forse i primi carichi subito dopo Pasqua, ma, dal primo aprile, ufficialmente la pillola abortiva RU486 può essere distribuita in Italia e richiesta dalle farmacie ospedaliere. Un via libera che ha rappresentato un vero e proprio terremoto per l’Italia delle Regioni. Ora è guerra di regole: sulla battaglia tra gli stop and go dei neogovernatori regionali si innesca un’altra lotta a colpi di diritto, norme e cavilli. Difficile per i giuristi parcheggiare sine die i carichi di pillola nei magazzini mentre per alcuni esperti solo una revoca dell’ autorizzazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) può bloccare l’operazione RU486 in Italia. C’è il rischio infine delle migrazioni di donne da una regione all’altra per usufruire del farmaco. Sta di fatto che in quattro giorni dall’ordinazione il farmaco può arrivare a destinazione, un giorno in più per le isole. Le prime 48 ore servono per la validazione dell’ordine a garanzia che i destinatari siano solo ospedali.

Fonte: http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=24277

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.